Presentazione del nuovo libro di Andrea Cegna “Por la vida y la libertad” Sul rapporto tra movimenti e il nuovo presidente Amlo
Con lui ci sarà anche uno degli ospiti del libro: Federico Mastrogiovanni
– Presentazione del libro: La sfida Anarchica nel Rojava a cura di Norma Santi e Salvo Vaccaro;
– video saluto di Debbie Bookchin (8 min.)
Intervengono Norma Santi, curatrice del libro e Carlotta Pedrazzini di A Rivista
ed attraverso video conferenza interventi di Salvo Vaccaro, curatore del libro ed Erol Aydemir, studente attivista curdo in sciopero della fame.
– Proiezione video: Sehid Namirin di Giacomo Sini e Francesca Simdi (sottot. in italiano, durata 16 min.)
Questo libro raccoglie analisi e esperienze vissute, dirette e indirette, di una sperimentazione sociale e politica nel bel mezzo di una guerra. Se è difficile promuovere collettivamente una rivoluzione nelle relazioni sociali e nelle forme di autogoverno diffuso nei territori curdi, sicuramente è più complesso praticarla quando le armi prevalgono sulle parole. Nata come rivolta contro il regime di Assad, la guerra civile si è internazionalizzata con l’intervento di potenze regionali (Turchia, Iran, gli hezbollah libanesi) e internazionali (Stati Uniti e Russia). Per non parlare dello Stato islamico e delle organizzazioni terroriste del fondamentalismo religioso. I cantoni curdi in territorio siriano hanno lanciato la sfida del confederalismo democratico di chiaro segno libertario, orizzontale, antiautoritario, laico, al femminile. Con contraddizioni, speranze e disillusioni, la sfida anarchica nel Rojava persiste da quasi cinque anni, ben più della “breve estate dell’anarchia” spagnola, dalle radiose giornate del luglio del 1936 a quelle più funeste del luglio del 1937. A prescindere da come andrà a finire, essa segna una tappa indubbiamente significativa verso l’emancipazione di intere collettività lungo un accidentato percorso di liberazione e di libertà sempre da conquistare.
Presentazione di Sante Notarnicola: – Le nostalgia e la memoria, poesie (PGreco Edizioni, Milano, 2019) – Liberi dal silenzio (PGreco Edizioni, Milano, 2019)
con Fiorenzo Angoscini – Archivio Primo Moroni
legge Francesca Giorgi
La presentazione del libro dello storico esponente del movimento milanese Partecipano: Alberto De Nicola (Dinamopress) – Maysa Moroni – Archivio Primo Moroni – CSOA Cox18 – Calusca City Lights
Antropologo della città, ballerino, intellettuale rivoluzionario e punto di riferimento per diverse generazioni di militanti, fondatore della libreria Calusca di Milano, Primo Moroni ha saputo unire diversità e percorsi singolari senza mai dimenticare l’obiettivo di un mondo che fosse per tutti migliore, costantemente impegnato in un’attività intesa a “socializzare saperi senza fondare poteri”.
Autore insieme a Nanni Balestrini del testo fondamentale sui movimenti degli anni ’70 “L’Orda d’Oro” alla sua figura è legata la memoria della stagione dei conflitti sociali del lungo Sessantotto italiano, non meno che i germi dell’immaginario politico dei movimenti del nostro presente.
Lo scorso anno contavamo vent’anni dalla sua morte e DINAMOpress, come le Cattive Maestre, Qui e Ora, il Manfesto…, ha dedicato uno speciale al suo pensiero, in collaborazione con l’Archivio Primo Moroni, la libreria Calusca e il Csoa Cox18 che hanno messo a disposizione i suoi scritti conservati nel centro sociale dalla sua scomparsa nel 1998.
Quello speciale è diventato un libro che vi presentiamo insieme ai compagni di Dinamopress per provare a tracciare una linea rossa tra il pensiero di Primo e le tensioni dell’oggi
La napoletanità era scomparsa. E la morte era sulle tracce di chi ci aveva speculato su.
La cosa destò clamore quando fu chiaro che gli omicidi erano tutti collegati tra loro. La
terza vittima, Claude Cannavale, fu ritrovata in un appartamento di Via dell’Anticaglia,
soffocata con un cuscino intriso della sua bava. 8:23 del mattino. Sabato 19 ottobre,
anno XXV della Rivoluzione.
Gennaro Ascione, trentunenne impegnato presso l’Istituto Universitario Orientale di
Napoli a indagare il “rapporto costitutivo tra scienza e modernità come grande
narrazione”, in questo romanzo che mescola il fantascientifico al giallo, il realismo alla
critica sociale, racconta di un futuro possibile, scardinando gli attuali discorsi su
Partenope fondati su termini come “napoletanità” e “rivoluzione”. Sfondare il populismo,
dare la caccia all’“hipster alla napoletana”, parlare di gentrificazione senza provocare
colpi di sonno fra gli astanti: grazie a Gennaro, e grazie agli amici della casa editrice
Magmata per aver pubblicato un altro dei loro originali libri!